martedì 23 agosto 2016

Gladiator Kibernetes, seconda edizione


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Vi annuncio l'uscità della seconda edizione, riveduta e corretta, di Gladiator Kibernetes, il primo volume della saga sandalpunk Ucrònia.

Cercando di fare tesoro delle critiche e dei consigli ricevuti nelle recensioni su Amazon e Goodreads, abbiamo fatto un nuovo giro di editing togliendo i refusi (speriamo tutti) e correggendo qualcosa qua e là. La novità più importante è l'inversione dell'ordine dei due racconti: ora The Mongol's Plan è prima di Gladiator Kibernetes.

Originariamente Gladiator Kibernetes  era stato scritto da me per un concorso (nel quale è arrivato secondo), e solo in seguito MaXalla ha deciso di scrivere un racconto-prequel. Abbiamo però capito che, con qualche aggiustamento, la lettura avrebbe beneficiato se avessimo messo i due racconti in ordine cronologico... ed è quello che abbiamo fatto.

Attenzione: chi ha già scaricato la prima versione del racconto riceverà in automatico la nuova versione sul suo lettore! Chi invece l'ha preso tramite Kindle Unlimited e l'ha cancellato dopo averlo letto, può agevolmente riscaricarlo tutte le volte che vuole.

Per chi non l'ha ancora letto, il prezzo resta lo stesso di un caffè (pure meno, a seconda del bar).

Vi ricordo anche gli indirizzi del sito:

Ucrònia
La pagina di Gladiator Kibernetes
Approfondimento: i gladiatori

e il link diretto per l'acquisto su Amazon

E già che ci siamo, vi segnalo anche il nuovo articolo di approfondimento su Ucrònia:
Le altre ucronie - un elenco dei più interessanti romanzi e racconti di storia alternativa sull'impero romano

Il Moro

martedì 16 agosto 2016

Batman V Superman Dawn of Justice (Ultimate Edition), recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Non ho visto Batman contro Superman al cinema, e quando è uscita la versione estesa qualcuno mi ha consigliato di vedere direttamente quella. Pare che scorra più "liscia" e abbia più senso di della versione cinematografica, nella quale il regista sarebbe stato costretto dalla produzione a compiere dei tagli all'ultimo momento per via dell'eccessivo minutaggio, e questa operazione sarebbe stata compiuta un po' alla C4220 di cane...
Non so se sia vero, ma di una cosa sono sicuro: tre ore di Zack Snyder sono luuUUuunghe.

Soprattutto la prima ora abbondante, nella quale i personaggi non si vedono praticamente mai in costume. Qui si costruisce l'antefatto, preparando il terreno per ciò che viene dopo. I due iniziano a trovare diversi motivi per odiarsi, tra missioni di infiltrazione e spionaggio. Però è tutto piuttosto statico e abbastanza palloso.

Paradossalmente, però, a film finito posso dire di aver trovato più interessante la prima parte che la seconda, decisamente più "action"... ma sono le solite sberle tra supereroi.

Da qui in avanti sono inevitabili SPOILER, siete avvertiti.

martedì 9 agosto 2016

Deadline - Il perimetro, mini recensione

recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Non se vi siete fatti un'idea leggendo il mio articolo precedente, ma 'sta storia di mettere a posto il sito di Ucrònia mi sta devastando. Il vantaggio è che sto imparando un mucchio di cose sul SEO che al corso di webmaster non si sono nemmeno sognati di spiegarmi, ma trovarsi di fronte per la prima volta a tutta una serie di regole assurde è comunque sfiancante.
Ecco perché non so bene quando riusciremo a far uscire la seconda edizione di Gladiator Kibernetes nè a mettere online il quarto volume, Giardini oltre le nuvole, comunque dovremmo farcela a giorni.
Mentre smadonno per mettere nel sito un modulo dei commenti (alla fine mi sa che mi appoggerò a qualche servizio esterno tipo Disqus) ho poco tempo anche per seguire il blog, perciò per non perdere il ritmo di almeno un post a settimana per oggi vi beccate una recensione molto breve scritta tempo addietro e rimasta sepolta a lungo tra le pieghe di Blogger.

mercoledì 3 agosto 2016

La dura vita dello scrittore indipendente

ucronia impero romano
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Fare lo scrittore è complicato.

Non che mi faccia schifo l'idea della pubblicazione tramite casa editrice (e buona parte dei miei racconti online è pubblicata in questo modo) ma per il progetto che sto seguendo con maggiore assiduità credo che l'autopubblicazione sia la scelta migliore.

Il progetto, di cui avete già sentito parlare molte volte su queste pagine, è Ucrònia:

Sembra il nostro passato, ma non lo è.
Ma non è nemmeno il futuro.
L'anno è il 1200 dell'era cristiana. Ma qui questo calendario, e questa religione, non hanno mai preso piede.
Sono passati 1970 anni dalla fondazione di Roma. Gli spettacoli dei gladiatori bionici sono lo spettacolo televisivo più seguito di un impero che si estende dal vallo di Adriano alle terre nere di Kush, dalle coste dell'oceano Atlantico ai monti Urali.
Qui i legionari romani sono impegnati a contenere la pressione delle truppe mongole di Gengis Khan che, grazie ai naniti che li potenziano e ai misteriosi poteri del loro signore, hanno sottomesso l'intero continente asiatico.
Il Giappone è disabitato, unica testimonianza della presenza di una fiorente civiltà sono le rovine che ha lasciato dietro di sè. Nessuno sa dove siano andati i suoi abitanti, ma di certo non sono semplicemente scomparsi.
Il popolo vichingo è stato scacciato dalle sue terre d'origine dalla potenza di Roma, e ora vaga per gli oceani sulle immense navi-montagna, in cerca di una nuova terra da chiamare casa.
L'impero Maya di Theotihuacan parla con i suoi dei offrendo loro sacrifici, e gli dei rispondono donando agli uomini il potere di dominare la materia inerte.
Il califfato arabo domina il potere del fuoco e del petrolio, piccolo in un mondo di giganti eppur sicuro della sua forza.
Il popolo pellerossa nel nord del continente americano ha accolto dentro di sè i doni del cielo, che ha trasformato i loro corpi rendendoli tutt'uno con qualcos'altro.
E c'è ancora molto altro da scoprire.

martedì 26 luglio 2016

Ingress, il papà di Pokemon GO.

il gioco dei pokemon

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

I Pokemon sono proprio una di quelle cose di cui non mi è mai fregato niente.
Non ho mai giocato a uno dei millemila ideogiochi a essi dedicati, non ho mai visto una sola puntata del cartone e l'unico personaggio di cui conosco il nome è Pikachu (e nemmeno sono sicuro che si scriva così).

E anche l'idea stessa del gioco non è che mi esalti tanto. Andare in giro ad inseguire animaletti virtuali visibili solo attraverso lo schermo dello smartphone? Ma mi ci vedete alla mia età?
Per carità, non sono un detrattore assoluto, e spero di non passare nemmeno un qualunquista come tutti i telegiornali italiani: non credo che Pokemon GO sia IL MALE, è semplicemente un modo di giocare ai videogiochi nuovo, diverso dal solito, interessante per alcuni, ridicolo per altri. Ma le facciate contro i pali della luce le battevamo già consultando Facebook dal cellulare, e prima ancora leggendo il giornale, quindi se pure la smettessero di dirci d guardare dove andiamo sarebbe meglio, grazie.
E tutti quelli che dicono che Pokemon GO sia il segnale del declino della società moderna, magari non lo scrivano su Facebook dal loro telefonino, che dall'altro lato dell'autobus/panchina/sdraio su cui stanno seduti non sono distinguibili in nessun modo dal tipo seduto al loro fianco e che sta smanettando coi Pokemon.

Ciononostante avevo deciso di provare lo stesso il gioco, perché bisogna pur sapere di cosa diavolo stanno parlando tutti, no? E diciamo pure che è gratis, altrimenti non mi avrebbe visto nemmeno col binocolo.

E?

martedì 19 luglio 2016

Cargo, recensione

2009Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Cargo è un film di fantascienza Svizzero del 2009. Cioè, fanno i film anche in Svizzera! Quanti film svizzeri avete visto nella vostra vita? Di fantascienza, poi?

Il pianeta Terra sta diventando rapidamente inabitabile a causa di un collasso ecologico. Gli abitanti emigrano in massa verso immense megalopoli orbitanti, sperando di poterle usare come trampolino di lancio verso un luogo migliore.
Il luogo in questione è Rhea, un pianeta abitabile di grande bellezza, una  terra promessa a una distanza un tempo incommensurabile, ora a pochi anni di viaggio a velocità prossime a quella della luce.
Il viaggio per Rhea, però, è talmente costoso che solo pochi privilegiati possono permetterselo.
Se tutto questo vi ricorda qualcosa, velocità della luce a parte, è perché guardate i telegiornali.
La dottoressa Laura Portmann, per procurarsi i soldi necessari per il viaggio su Rhea, dove già vive la sorella con i figli, accetta di servire come medico di bordo per un cargo spaziale, diretto verso un pianeta-miniera a quattro anni luce dalla Terra. Una missione di 8 anni, gran parte dei quali da passare in ibernazione.
I membri dell'equipaggio rimangono svegli uno per volta, a turni di durata di 8 mesi e mezzo, per controllare che tutto fili liscio. 8 mesi e mezzo da passare in solitudine all'interno di un'astronave enorme e allo stesso tempo soffocante.
Ma succede qualcosa durante il turno di Laura. E la sensazione di non essere l'unica ad aggirarsi per gli infiniti, angusti corridoi della nave potrebbe non essere solo frutto di paranoia...

martedì 12 luglio 2016

Bone, di Jeff Smith. Recensione.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
recensione
Bone è  una serie a fumetti pubblicata in America tra il 1991 e il 1994, scritta e disgnata da Jeff Smith. Sono 55 numeri, ma in libreria potete trovare un colosso strappaborse che li raccoglie tutti in un unico volume. E la scelta non è casuale, visto che quella che viene raccontata è un'unica, lunga storia divisa in capitoli.

Il genere è il fantasy, e in effetti i tre protagonisti, i Bone appunto, ricordano molto gli Hobbit: piccoletti, buffi, e del tutto fuori posto nelle vicende in cui vengono coinvolti loro malgrado. E, come gli Hobbit, saranno ovviamente proprio loro a svelare un coraggio e una forza d'animo inaspettati, che permetteranno loro di salvare capra e cavoli.

giovedì 30 giugno 2016

Undertale, recensione.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!


Si sa che da tempo le riviste online sui videogiochi, come Spaziogames o Multiplayer.it, tendono a dare volti alti un po' a tutto, al punto che ormai se un gioco non ha preso almeno 8 significa che è bruttino. I 9 vengono assegnati come se piovesse, e ora che i giochi indipendenti vanno di moda apriti cielo: sembra che ogni due giorni salti fuori un capolavoro.


Questo Undertale, in particolare, oltre a prendere voti intorno al 9.5 è saltato fuori anche in molte classifiche come gioco migliore dell'anno.
Com'è possibile, per un gioco con una grafica che potrebbe girare senza problemi anche sul mio vecchio Commodore 64?

martedì 28 giugno 2016

R.I.P. Bud Spencer


Nuoto


Il mio amore per la coppia Spencer & Hill non è un mistero. Non ho visto tutti i film di Bud, sono più di cento. Ma alcuni li ho visti almeno cento volte, e cento altre volte ancora li rivedrò. Ho perfino scritto una fanfiction su trinità e Bambino, e ovviamente prima mi sono rivisto, di nuovo, i due Trinità. Non mi stancheranno mai.

Il personaggio che Bud  Spencer ha portato al cinema, che in ogni film si ripete con poche variazioni, è diventato un'icona che gli ha valso il soprannome di "gigante buono".



Ma non era solo questo.

Oltre alla nota carriera nel nuoto e nella pallanuoto, che gli è valsa riconoscimenti internazionali, aveva il brevetto di volo per l'elicottero e per l'aereo, era tra i soci fondatori di una compagnia aerea, ha lanciato una linea di jeans, suonava il sassofono e il pianoforte, ha scritto canzoni (alcune per Lo chiamavano Buldozzer e dei testi per cantanti come Ornella Vanoni e NIco Fidenco), sapeva parlare spagnolo, portoghese, francese e tedesco.

Non solo sganassoni. Ma noi lo ricorderemo soprattutto per quelli, perché è con quelli, con quel suo modo di fare, con quel suo intervenire per fare giustizia anche senza averne voglia, che ci ha fatto ridere e tenuto compagnia, ed è con quelli che è passato alla storia.

Se ne va un pezzo della mia giovinezza.
Ti immagino salutare con quella risata secca, "ahah!, e spronare il cavallo per scomparire in lontananza. Di una cosa puoi star certo: appena mio figlio sarà abbastanza grande rivedremo insieme i tuoi film per altre cento volte.

Il Moro

2015

Sarranieri Schianta Diavoli, di Massimo Mazzoni - Recensione.

massimo mazzoniSarranieri Schianta Diavoli, recensione.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ci sono le storie delle vite dei Santi secondo le enciclopedie, e secondo Massimo Mazzoni.
Forse vi ricorderete che ho già recensito i suoi La guerra del 13 e Ritmo, e che mi erano pure piaciuti.

La storia del santo patrono di Pisa, San Ranieri Scacceri, ha molti punti oscuri e diverse similitudini con il più famoso San Francesco: una vita dissoluta in gioventù, la rinuncia ai beni terreni, miracoli e la fama di santo già in vita. Particolarità di San Ranieri, comunemente detto Sarranieri dai pisani, e di non essere mai entrato nel clero o aver fondato un suo ordine: è infatti detto il Santo Laico.

Una figura affascinante, e Massimo Mazzoni ha quindi deciso di esplorare questi punti oscuri intessendo una storia che vira verso li fantasy storico. Qui il giovane Ranieri incontra il suo mentore, il sant'uomo Alberto Leccapecore, che oltre a portarlo sulla retta via gli insegnerà i segreti della forza la verità sulla natura di Dio e come utilizzare i poteri che gli sono stati concessi dall'entità primigenia nota come Sophia. Nel primo romanzo breve, dal titolo Sarranieri Schianta Diavoli Volume Primo - Asmodeo, oltre all'iniziazione del Santo Laico assisteremo alle sue prime imprese in quel di Pisa e al primo scontro con il suo arcinemico, il demone Asmodeo, signore degli Incendiari.
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