martedì 4 febbraio 2014

Joker, di Brian Azzarello - Recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questa volta facciamo la recensione di Joker, l'acclamata graphic novel di Brian Azzarello e Lee Bermejo.

Il Joker esce dall'Arkham Asylum, ma mentre era rinchiuso il suo impero criminale è caduto in mano agli altri, ben noti criminali di Gotham. Questa è la storia di come il simpatico pagliaccio si riprende ciò che era suo, scontrandosi con personaggi come il Pinguino e Due Facce.

La storia non è vista attraverso gli occhi del Joker ma da quelli di Johnny Frost, un delinquentello che decide di accompagnarsi al clown schizofrenico per fare carriera nel mondo della malavita.
Il joker, però, non è un semplice gangster: è l'incarnazione del caos, della follia assoluta, un uomo che vede il male più orribile come il più divertente degli scherzi. E Johnny Frost non immagina la spirale di violenza in cui questa mente deviata lo trascinerà.

Questa versione del Joker è molto simile a quella interpretata da Ledger ne Il cavaliere oscuro. Sia come trucco facciale che come psicologia, addirittura le movenze sono simili. sia la graphic novel che il film sono usciti nel 2008, e credo, dalle notizie trovate su internet, che sia stato il fumetto a riprendere la versione cinematografica del villain.



Questo Joker è assolutamente spaventoso. Niente fiori con l'acido o gas esilaranti, qui: solo grosse pistole, cicatrici e una dannata follia. Lontana dallo stile supereroistico, è una storia smaccatamente noir.
Come il Joker, anche gli altri classici avversari del cavaliere oscuro godono di versioni rinnovate, meno fumettistiche e più noir. L'enigmista e Killer Croc, su tutti, sono molto diversi dalle versioni "solite", soprattutto graficamente.



I disegni di Lee Bermejo, poi, sono eccezionali, coadiuvati dalle splendide chine di Mich Gray e dai colori di "Trish" Mulvihill. Le espressioni del Joker sono impagabili. Sembra davvero di rivedere recitare un Heath Ledger al massimo della forma.



Se proprio vogliamo trovargli un difetto, lo si può riscontrare nella povertà dell'intreccio. Come già detto, c'è il Joker che va in giro a fare il matto, e più o meno basta. Niente che rimanga in mente, se non fosse per la forza dei disegni e dei dialoghi.



Ciononostante, rimane una graphic novel degna di rientrare tra le migliori storie di Batman (anche se Batman vi compare pochissimo).

Il Moro

P.S.: se cercate un fumetto supereroistico noir con un intreccio interessante vi consiglio anche Sleeper della Wildstorm. Certo che non è comparabile con Joker dal punto di vista dei disegni e della "regia", se così vogliamo chiamarla, ma ha una bella trama e personaggi a cui ci si affeziona.


10 commenti:

  1. A me questo Joker non piace molto.
    Preferisco il vecchio piagliaccio senza cicatrici, ma con una follia davvero più kitsch e folle...

    Moz-

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    1. E' una versione più moderna e cupa, più dalle parti del noir che del camp degli anni 80-90,,, Io preferisco questo! ;-)
      Il Moro

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    2. Il problema è che il Joker è assolutamente campy... Di certo questo non dico che sia male, eh... però preferisco il pazzo che uccide Jason Todd XD

      Moz-

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  2. Mi piacque molto quest'opera.
    Forse per il ricalco di Joker, ma allo stesso tempo ho notato un lato stanco e depresso.

    Mi dispiace non avere il volume nella mia collezione...

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    1. Un Joker diverso dal solito, senza dubbio.
      Il Moro

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  3. Una storia tremenda, una delle peggiori col Joker. E quello non lo si può certo definire il Joker, secondo me. È solo un malavitoso comunue, un brigante di bassa lega che va in giro a fare il guappo. Atroce delusione.
    Perfino Harley non è altro che una sgualdrinella da bettola. Un mucchio di spregevoli stereotipi, a mio avviso.
    Tamarrissima!

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    1. Tamarra sicuramente! Il Joker, come tutti i personaggi dei fumetti, ha tante sfaccettature nella personalità quanti sono i suoi autori. In questo caso si discosta un po' dalla versione classica per darne un'interpretazione in stile noir-pulp. Non so se sia considerato un elseworld ufficialmente, ma per me potrebbe rientrare nella categoria.
      Il Moro

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  4. Letto in inglese, ci sono giochi di parole e riferimenti pesanti, dalla pedofilia allo stupro, non so se siano resi in italiano.
    Azzarello pubblicò un disegno di questo Joker prima del fumetto e della produzione del film. Probabilmente Nolan e Bermejo si sono ispirati a vicenda (Nolan ha visto il disegno, ha fatto il film con Ledger).
    A me è piaciuto moltissimo, sia la presenza-assenza di Batman (non si capisce se lo pedina o è il Joker a immaginarlo), sia le cose senza alcun senso che fa Joker. Però a me piace moltissimo la versione Batman di Nolan, realistica, e di conseguenza preferisco anche Croc e gli altri più "umani", con storie verosimili

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    1. L'ho letto anch'io in inglese, in italiano non saprei.
      Ecco quinndi la spiegazione della somiglianza tra questo Joker e quello cinematografico...

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